Caffè delle Passioni, Modena: il bohémien che non ti aspetti.

13 Set

Metti una cena in trasferta a casa di un amico e il tempo piovigginoso, mettici pure la prematura ultima goccia di vino ed ecco che la città si trasforma in un posto esotico da esplorare con attenzione e sguardo curioso.

Così arrivi al Caffè delle Passioni, Modena, zona ex-industriale dal fascino vagamente inquietante ma totalmente in via di recupero.

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Punto di forza del locale è l’ampio spazio esterno con tavolini in legno e ferro, ombrelloni, lanterne in carta, barattoli liberati dalla marmellata per diventare portacandele, tappeti di puro sacco di juta (una volta contenenti caffè brasiliano), pouf in tessuto e grandi cuscini a terra. Un insieme altamente creativo che trasmette subito accoglienza.

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Gli interni poi sfruttano bene il grande spazio dai soffitti alti e danno vita all’arredamento bohémien e di recupero in un mix che contraddistingue questo locale, riuscito e ben amalgamato.

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Lampadari in cristallo, divanetti e divani consumati dal tempo, tappeti, seggiole e poltroncine molto chic e molto vintage, tavoli ricavati da vecchissime assi, librerie cariche di riviste e titoli interessanti a disposizione. C’è tutto per una totale declinazione di un minuzioso manuale di interior design, assai attuale.

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Al Caffè delle Passioni si passa il tempo piacevolmente, accompagnati da una selezione musicale doc ma anche da concerti live e si può mangiare piatti originali, con quel pizzico di creatività in più. Noi abbiamo solo bevuto qualcosa dopo cena ma il posto ci è piaciuto molto. Si vede e si percepisce che nasce da una vera passione.

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Via Carlo Sigonio, 382, Modena

tel. 366/9276018 – caffedellepassioni@gmail.com

dal mercoledì alla domenica, 17.30/1.00

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Nei dintorni

il Duomo, esempio di romanico riccamente decorato e molto ben conservato, La Ghirlandina, torre campanaria e simbolo della città, Piazza Grande (tutti inseriti nella lista UNESCO come patrimonio dell’Umanità), il Palazzo Ducale, sede della prestigiosa Accademia Militare di Modena, la Porta della Pescheria sulla Via Emilia.

Pescheria San Gervasio, la Bologna che (r)esiste.

25 Ago

Evitando le buche più dure e saltellando a zig-zag tra gli immensi lavori del “cantierone” di Via Ugo Bassi ci si imbatte nel Mercato delle Erbe. Una bella struttura ricavata dalla vecchia caserma di San Gervasio sulla pianta dell’antica chiesa dei S.S. Gervasio e Protasio, attualmente rianimata da diverse botteghe dotate anche di cucina.

Ma per l’assolata giornata estiva che esigeva posti all’aperto e per le proposte del menù e l’accogliente dehors, la nostra attenzione è stata richiamata dalla Pescheria San Gervasio, proprio adiacente al mercato.

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In cima a qualche scalino consunto e sotto un bel portico, uno dei tanti suggestivi della città, arrampicati sugli sgabelli e circondati dall’operoso andirivieni dell’antistante mercato ci siamo concessi un aperitivo in calice gentilmente accompagnato da qualche tapas in bicchierino, alici sott’olio (buonissime), mini peperoni ripieni e tocchetti di feta condita.

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L’interessante carta dei vini e il menù di fresco del giorno hanno fatto il resto, convincendoci di rimanere anche per il pranzo.

Assistiti dai modi schietti e decisi della titolare, occhi chiari e profondi che non permettono di titubare, abbiamo fatto la nostra rapida e convinta scelta. E per fortuna, dal momento che il locale si è riempito subito, animandosi di “comande” e chiacchiericci rilassati del sabato mattina.

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Alici fritte, appena infarinate e tuffate nell’olio bollente, croccanti e freschissime come le deliziose polpettine di pesce.

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Guazzetto di polpo con cous cous dal gusto deciso ottenuto senza inutili aggiunte di sapori, piatto appena appena un po’ asciutto ma assolutamente genuino e gradevole. Polpo alla gallega, piccante e tenero su un consistente letto di patate lesse, così come vuole la tradizione galiziana. D’accompagnamento verdure alla griglia e una bottiglia ben consigliata di Rosè Negroamaro L’Astore, servito freddo alla perfezione.

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polpo alla gallega

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guazzetto di polpo e cous cous

Cucina fresca e semplice, materie prime di qualità, buon vino, servizio pronto e cordiale. Aperitivo con tapas, cinque portate e un’ottima bottiglia di vino, circa 35 euro a testa. Palato e umore pienamente soddisfatti.

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Pescheria San Gervasio, Via Belvedere 13/d

tel. 051.262189

chiuso domenica e lunedì

www.pescheriasangervasio.it

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Nei dintorni:

il Mercato delle Erbe, i portici del centro, un notevole dipinto di Ludovico Carracci nella Chiesa dei Filippini di Via Manzoni, il magnifico Voltone del Podestà su Piazza Maggiore.

Gout de France/Good France

11 Mar

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A pochi giorni dall’inizio della primavera, il 19 marzo, una giornata mondiale dedicata al gusto francese durante la quale in 1300 ristoranti di 145 diversi paesi sarà preparata la prima “global dinner” all’insegna della gastronomia d’Oltralpe.

All’evento parteciperanno ben 100 tra ristoranti, bistrot e trattorie italiani, numeri per i quali proprio l’Italia sarà presente in modo assolutamente significativo all’iniziativa confermando la passione reciproca per il “mangiare bene”.

Fortemente voluto da Alain Ducasse, chef di fama mondiale, e da Laurent Fabius, Ministro degli Affari Esteri, l’evento è stato presentato stamattina a Palazzo Farnese alla presenza di Catherine Colonna, Ambasciatrice di Francia in Italia, e Eric Tallon (Consigliere Culturale presso l’Ambasciata di Francia).

Una sfida ma anche un incontro tra cucina francese e italiana che proprio a Roma, dal 16 al 19 marzo, prende un significato più ampio con una serie di incontri professionali, tavole rotonde, convegni, eventi e masterclass che alimenteranno lo scambio tra Italia e Francia.

Il gusto francese sarà quindi il protagonista indiscusso dell’evento ma la promessa dell’Ambasciatrice è quella di voler essere anche un momento di convivialità franco-italiana con la celebrazione dell’arte del vivere e del buon cibo e, in previsione dell’Expo 2015, un contributo alla riflessione sul futuro dell’alimentazione mondiale e sulla difesa rispettosa di sapori e prodotti tipici del territorio.

Il 19 marzo più di 1000 ristoranti in cinque continenti diversi renderanno dunque omaggio alla cucina francese con un menù studiato che prevede antipasto freddo e caldo, pesce o crostacei, carne rossa o bianca, selezione di formaggi francesi, dessert al cioccolato, vini e digestivo francesi.

A Roma nella stessa serata è prevista la cena di gala a Palazzo Farnese che sarà preparata da Guillaume Gomez, chef dell’Eliseo, e durante la quale verranno estratti a sorte tre chef italiani che nel corso del 2015 potranno proporre il loro menù durante altrettante serate esclusive di “Cucina aperta” presso l’Ambasciata di Francia.

Secondo la stessa filosofia conviviale che vuole caratterizzare le giornate del gusto francese, da segnalare a Roma tra il 16 e il 18 marzo i “Menù a quattro mani” che prenderanno vita a La Terrasse del Sofitel a Villa Borghese con la partecipazione di Jean-Paul Bostoen e Giuseppe D’Alessio, da Necci al Pigneto con Christophe Dovergne e Andrea Quaranta, al Mirabelle a Porta Pinciana con Martial Enguehard e Stefano Marzetti.

Tra i 100 ristoranti italiani che hanno aderito all’iniziativa troviamo Società del Giardino e Berton a Milano, Odeon a Napoli, Inkiostro a Parma, Giudaballerino a Roma, Del Cambio a Torino, Do Leoni a Venezia, I Carracci a Bologna, Il Santo Bevitore a Firenze (lista completa sul sito www.institufrancais-italia.com).

Roma, Queen Makeda Grand Pub, l’Aventino come New York

1 Gen

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L’Aventino, colle più meridionale dei sette, nulla conserva dell’impronta plebea dei tempi antichi che anzi ora è uno dei quartieri residenziali più ambiti dell’Urbe. La classica birreria irish col football in tv, le olive ascolane e l’erasmus olandese a spinare medie sarebbe stato un affronto olfattivo intollerabile per i residents: infatti l’inedito e altisonante Queen Makeda Grand Pub emerge furiosamente dal gregge della Roma al luppolo.

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Trentotto rubinetti occhieggiano discreti da una nuda parete piastrellata. Cucina a vista, girarrosto con galletti sfrigolanti, bancone con kaiten nipponico (il tapis roulant degli all you can eat, per capirci), due ampie sale in stile industrial.

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Alla moda corrente insomma, una commistione di tutto, un’internazionalità forse eccessiva ma non invadente con birre (e solo birre, lo spritz lo bevete altrove) provenienti da ogni dove, Italia compresa, accompagnate dalla pannocchia del sud statunitense, il pane di segale con salmone scandinavo, lo stinco bavarese, il cous cous marocchino, i burgers yankee e l'(im)mancabile tonnarello per l’inguaribile nostalgico della cucina di mammà.

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Tutto per tutti, quindi, o quasi: i prezzi sono abbordabili, ma la qualità giustamente si paga. Due birre (ottime, spinate come Dio comanda e nel bicchiere giusto) e un abbondante curry d’agnello con riso basmati, 22 euro. Troppo? C’è sempre Trastevere con le Peroni 66(6) e kepap da gustare in riva al biondo Tevere.

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Ah, ma chi era ‘sta Makeda? La regina di Saba, nientemeno. E ora potete portarvela sul divano di casa, comprando una birra imbottigliata da Malarazza per il Grandpub.

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Queen Makeda Grand Pub

Via di San Saba 11, Roma

tel. 06.5759608

www.queenmakeda.it

Nei dintorni

Il Giardino degli Aranci con splendida veduta panoramica di Roma, le chiese di S. Sabina e di S.Anselmo, il celebre buco della serratura da cui si può godere di una strepitosa vista di S. Pietro.

Sapori di Carnia

13 Dic

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Terra di contrasti, antiche tradizioni e ricette culinarie conservate nei secoli a fondare una gastronomia ricca di sapori autentici e di contaminazioni, il Friuli quasi nasconde tra le coste delle alte montagne moltissimi antichi borghi incantati. Tra questi Raveo in provincia di Udine, dichiarato Borgo Autentico d’Italia e accoccolato nella piana verdeggiante della Val Degano nella regione alpina della Carnia, che accoglie la manifestazione Sapori di Carnia, giunta alla sua 28ma edizione.

dal sito del Comune di Raveo

dal sito del Comune di Raveo

Anche quest’anno, il 14 dicembre, prende il via l’evento che in una magica atmosfera presenta il meglio dei prodotti tipici della zona e dei piatti tradizionali: le vie, le case e le corti si addobbano a festa con ghirlande in frasche di abete, pannocchie e bacche di bosco, niente più di quello che usavano un tempo i contadini per abbellire le proprie abitazioni nei periodi di festa.

dal sito del Comune di Raveo

dal sito del Comune di Raveo

Il programma prevede degustazioni, laboratori del gusto e attività culturali per tutto il giorno ma l’attrazione principale sono sicuramente i piatti tipici in un percorso enogastronomico molto ricco e, in termini di gusto, davvero originale. Cjarsons (pasta ripiena tipica dal gusto dolce/salato), gnocchi di zucca o ripieni di prugne, frico morbido o croccante con polenta integrale, brovada e muset (stufato di rape macerate nelle vinacce con piccolo e saporito cotechino), frittelle di zucca si affiancano alla fiera-mercato in cui acquistare da piccoli produttori agroalimentari locali marmellate pregiate (come quelle di olivello spinoso, prodotto tipico della zona), gli originali biscotti fragranti a forma di “esse” (creati storicamente proprio in paese), salumi affumicati, formaggi artigianali, distillati e grappe fatti in casa.

dal sito del Comune di Raveo

dal sito del Comune di Raveo

Napoli Strit Food Festival

12 Dic

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Nei cuoppi, i tipici cartocci a cono di carta gialla, frittatine di pasta, zeppulelle, crocchè, alici fritte, pizze fritte, scagliozzi, panzarotti e arancini sono i deliziosi cibi da strada di Napoli, un classico di lontana tradizione che ha fatto di alcuni quartieri come il Vomero un vero centro di richiamo culinario.

dal profilo facebook di Napoli Strit Food Festival

Proprio a questa tradizione, assai diffusa e proveniente da usanze più che radicate ancor prima di diventare un trend, è dedicato il primo Napoli Strit Food Festival che si terrà il prossimo maggio e di cui verrà proposta una ricchissima anteprima il 13 dicembre a Piazza del Gesù, nel cuore della città.

Nato da un’idea del manager Giovanni Kahn della Corte, creatore del brand “Johnnypizzaportafoglio”, il Festival ha l’intento di valorizzare la lunga storia culinaria di strada che di Napoli è un vivacissimo aspetto in continuo sviluppo, in grado di associare antiche ricette a contaminazioni fantasiose.

dal profilo facebook di Napoli Strit Food Festival

Trenta food truckers e numerose bancarelle, durante la Notte dell’Arte, proporranno dal pomeriggio fino a tarda ora le eccellenze tipiche partenopee con proposte gastronomiche gustosissime a prezzi decisamente democratici.

Napoli Strit Food Festival – 13 dicembre 2014 – Piazza del Gesù, Napoli

LA GHIANDA DI GIOVE, PREZIOSO FRUTTO DEL BOSCO

17 Ott

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Arrostite sul fuoco nei dopo cena invernali e mangiate in cartocci per le strade sono una tradizione invernale radicatissima in tutta Italia. Usate nella preparazione di zuppe e di ripieni per gustosi primi o elaborati piatti di carne, in maestosi dolci come il Monte Bianco o i corposi marron glacé, le castagne e i marroni arricchiscono, da Nord a Sud, i ricettari regionali fino a diventare dei veri must italiani come nel castagnaccio.

Dall’elevato potere remineralizzante e tonicizzante, questi preziosi frutti del bosco sono di tantissimi tipi e in Italia sono molte le varietà a cui è stato attribuito il marchio I.G.P o DOP.

Nonostante le insidie del clima e di un insetto killer che sta mettendo a dura prova, anno dopo anno, la ricchezza della raccolta e la qualità dei frutti, eventi e fiere dedicate a castagne e marroni vengono organizzate in tutta Italia, con un fitto calendario che coinvolge molte regioni tra ottobre e novembre.

CADUTA CASTAGNE

Negli splendidi scenari del Monte Amiata, la castagna proveniente dai suoi boschi è stata dichiarata I.G.P nel 2000 e la 26° edizione della manifestazione Castagna in festafino al 22 ottobre, coinvolgerà il centro storico di Arcidosso, in provincia di Grosseto, con convegni, stand culinari e curiosità come la birra di castagna.

una vista di Arcidosso, Grosseto

una vista di Arcidosso, Grosseto

Dal 16 al 19 ottobre a Cuneo la 16° Fiera nazionale del marrone I.G.P prevede, in spazi più grandi rispetto alle precedenti edizioni, convegni, mostre, laboratori artigiani e degustazioni dei famosi marroni e castagne locali che saranno l’attrazione assoluta di tutto il centro della cittadina piemontese.

Fiera Nazionale del Marrone, Cuneo

Fiera Nazionale del Marrone, Cuneo

Negli stessi giorni ma in provincia di Torino, il marrone della Valle di Susa (marchio I.G.P dal 2010) è il protagonista della 53° Sagra Valsusina e Mostra Mercato nel comune di Villarfocchiardo durante la quale sarà possibile degustare tantissime specialità locali e acquistare prodotti tipici e derivati di castagne e marroni in tutte le loro forme lavorate.

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Villarfocchiardo, Torino

Il marrone di Combai è un marchio I.G.P del territorio di Treviso e dai primi giorni di ottobre con un programma davvero articolato fino al 3 novembre sta animando la 70° Festa del marrone di Combai. Sportivi e buongustai troveranno il giusto equilibrio tra divertenti attività amatoriali e prelibate degustazioni a base di marroni come il mondoi e brise, la minestra di tradizione locale con castagne e porcini, gnocchetti ai marroni con ricotta affumicata, pasticcio di marroni e spezzatino ai marroni con polenta.

Festa del Marrone di Combai

Festa del Marrone di Combai

Con l’apertura del castagneto di San Zeno in Montagna (DOP) si inaugura il 18 ottobre la 42° Festa delle Castagne – Mostra Mercato dei Marroni che si concluderà con un fitto calendario l’8 novembre nella località in provincia di Verona. “Marroni, castagne e farina di castagne in cucina: i dolci” sarà il tema del 9° Concorso Gastronomico Nazionale sul Castagno che chiuderà la manifestazione ricca di appuntamenti enogastronomici e degustazioni di piatti tradizionali come il gustosissimo minestrone di marroni.

Festa delle Castagne  - Mostra mercato del Marrone DOP di San Zeno

Festa delle Castagne – Mostra mercato del Marrone DOP di San Zeno

Scendendo verso Bologna dal 19 al 26 ottobre si tiene la Sagra del Marrone di Castel del Rio che si è aggiudicato il marchio I.G.P dal ’96. L’evento, organizzato per la prima volta nel primo dopo guerra, prevede un mercato, mostre, convegni tecnici, conferenze e serate in cui la tradizione si fonde con la gastronomia locale. Piatti tipici della cucina povera di una volta si legano con le nuove tendenze gourmet in un menù ricchissimo grazie al quale provare il castagnaccio, la polenta di farina di castagne, i bruciati, i capaltaz, frittelle e tartufi di marroni, marroni ai liquori, marmellate e dolci vari a base di marroni o di farina di castagne.

Sagra dl Marrone di Castel del Rio

Sagra dl Marrone di Castel del Rio

Spostandosi verso l’Appennino toscano è la volta del Marrone di Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo, marchio DOP che il 18/19 e il 25/26 ottobre alla Festa della Castagna viene festeggiato nel paese che fu del Buonarroti, e amato da San Francesco, in un territorio ricchissimo di storia e tradizioni, da visitare anche per i paesaggi disseminati di eremi, chiese e pievi. Tra le varie opportunità non solo quella di assaggiare marroni di qualità ma anche tutti i suoi derivati come la farina di castagne e la loro varietà in forma secca.

Festa della Castagna di Caprese Michelangelo

Festa della Castagna di Caprese Michelangelo

Rimanendo in Toscana, il 19 e il 26 ottobre il Marrone del Mugello (marchio I.G.P dal ’96) è il grande richiamo di Marradi, Firenze, con la Sagra delle castagne e del marron buono di Marradi alla sua 51° edizione. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire per gustare i tortelli di marroni, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate di marroni, i marrons glacés, i “bruciati” (cioè le celebri caldarroste).

Locandina Sagra delle Castagne e del Marron Buono di Marradi

Locandina Sagra delle Castagne e del Marron Buono di Marradi

Nel Lazio, a Vallerano in provincia di Viterbo, la Castagna è DOP e il 19, 25, 26 di ottobre fino al weekend di Ognissanti si tiene la 13° Sagra della Castagna. Un territorio, quello della Tuscia, davvero ricco di storia e tradizioni culinarie. Nel programma cene e degustazioni di piatti tipici nelle cantine, presentazioni di libri di cucina, convegni e eventi folcloristici.

Sagra della Castagna di Vallerano

Sagra della Castagna di Vallerano

A chiusura di questo lungo tour dedicato ai marroni e alle castagne, nella loro più alta qualità, ricordiamo dal 7 al 9 novembre la Sagra della Castagna di Montella I.G.P, nella cittadina in provincia di Avellino. Promosso dalla Comunità Montana Terminio Cervialto, l’evento è volto a valorizzare il prodotto castanicolo locale ma anche i prodotti tipici del territorio nonché a promuovere e valorizzare il patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico dell’Irpinia, davvero ricca di interessanti luoghi d’interesse.

Sagra della Castagna di Montella I.G.P

Sagra della Castagna di Montella I.G.P

CALENDARIO EVENTI

fino 22 ottobre: Arcidosso, Grosseto – 26° edizione Castagna in festa

16/19 ottobre: Cuneo – 16° Fiera nazionale del marrone I.G.P

16/19 ottobre: Villarfocchiardo, Torino – 53° Sagra Valsusina e Mostra Mercato

fino al 3 novembre: Combai, Treviso – 70° Festa del marrone di Combai

18 ottobre/8 novembre: SanZeno, Verona – 42° Festa delle Castagne/Mostra Mercato dei Marroni

18-19 – 25-26 ottobre: Caprese Michelangelo, Arezzo – Festa della Castagna

19/26 ottobre: Castel del Rio, Bologna – Sagra del Marrone di Castel del Rio

19 -26 ottobre: Marradi, Firenze – Sagra delle castagne e del marron buono di Marradi

19/25-26 ottobre: Vallerano, Viterbo – 13° Sagra della Castagna

7/9 novembre: Montella, Avellino – Sagra della Castagna di Montella I.G.P

TARTUFO BIANCO, IL PREGIATO DIAMANTE TUTTO ITALIANO

14 Ott

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Nero o bianco, a lamelle, in crema o grattugiato, sulle tagliatelle, sull’uovo o sul filetto, si sposa in modo raffinato con carne e pesce arrivando anche ai dolci e alla frutta. Il tartufo, eccellente ingrediente della gastronomia italiana, celebre in tutto il mondo, trova il culmine nei mesi autunnali quando la maturazione è giunta al suo pieno.

Apprezzato per le sue virtù afrodisiache ancor prima dei Romani, il Re del Gusto, nella pregiatissima versione bianca, è il protagonista di molti importanti eventi annuali previsti in tutta Italia (ma non solo come vedremo) nei prossimi weekend.

Un’occasione per programmare interessanti gite fuori porta alla ricerca non solo di un gusto unico ma anche per visitare città e luoghi storici italiani tutti da scoprire insieme ai più tipici prodotti del territorio.

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Il lungo calendario di eventi dedicati al Tuber Magnatum si è aperto lo scorso 11 ottobre ad Alba con la 84° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e a Sant’Angelo in Vado in provincia di Pesaro/Urbino con la Mostra Nazionale del Tartufo Bianco pregiato delle Marche.

In provincia di Cuneo, la più antica e rinomata fiera italiana dedicata al tartufo bianco, ora mercato mondiale di grande prestigio, prosegue fino al 16 novembre con i tantissimi stand della rassegna enogastronomica AlbaQualità in cui trovare i vini del territorio di Langhe e Roero nonché tutti i prodotti tipici locali, dai formaggi ai salumi, completati dall’area ristorazione in cui sono previsti eventi speciali e cooking show con celebri chef italiani.

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84° Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba

A Sant’Angelo in Vado, invece, la manifestazione marchigiana giunta alla sua 51° edizione, proseguirà con un ricco programma di eventi in tutti i weekend del mese fino al 2 novembre. Un’occasione per gustare le specialità locali e visitare anche gli antichi borghi medioevali nelle valli attraversate dal fiume Metauro.

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il manifesto della 51° Mostra Nazionale di Sant’Angelo in Vado

Il 25 ottobre il tartufo bianco è ancora l’incontrastato protagonista a Pisa di Volterragusto, mostra mercato giunta alla sua 17° edizione durante la quale si possono gustare prelibati piatti a base del pregiato tubero e prodotti enogastronomici tipici della Val di Cecina. Il programma che include il 25, 26 e 31 ottobre e 1 e 2 novembre prevede rivisitazioni storiche come il “Palio dei caci volterrani”, mostre fotografiche e presentazione di libri a tema.

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Volterragusto 2014

Sempre il 25 ottobre si inaugura in Istria il 21° Tuberfest a Livade, località di Portole. Due giornate dedicate al tartufo bianco istriano che trova nel rinomato triangolo fra Pisino, Buie e Pinquente, delimitato dal fiume Quieto e la Foresta di Montona, il suo habitat naturale. Un’occasione unica per gustare un tartufo di qualità eccellente (con estimatori in tutto il mondo) e organizzare un weekend insolito immersi in splendidi paesaggi, poco oltre il confine italiano, tra rocche antiche, borghi medioevali, colli, boschi e vigneti a perdita d’occhio (da provare il terrano, vino corposo e di gran vigore).

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A fine mese parte la 35° Mostra Mercato Nazionale di Città di Castello a Perugia che per quattro giorni accoglie l’eccellenza della ricchissima tradizione enogastronomica nel centro storico tifernate. Dal 31 ottobre al 2 novembre in Piazza Fanti l’area degustativa prevede un fitto programma di lezioni di cucina, aperitivi didattici, dimostrazioni e incontri alla scoperta della cucina e del territorio umbro.

35° Mostra Mercato Nazionale Città di Castello

Si prosegue i primi tre giorni di novembre con la 20° Mostra Mercato del tartufo bianco pregiato di San Pietro Avellana, in provincia di Isernia. Lo splendido territorio molisano e le sue ricette locali possono diventare la meta di un’interessante gita anche solo alla scoperta della ricchezza di monumenti dello stesso capoluogo.

Assolutamente da non perdere l’iniziativa di riaprire il 2 novembre, proprio in concomitanza dell’evento, la circolazione della Transiberiana d’Italia, un treno storico con carrozze d’epoca che da Sulmona, attraversando la Majella e gli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, raggiungerà la stazione di San Pietro Avellana-Capracotta. Uno splendido viaggio all’interno dell’Alto Molise.

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Transiberiana d’Italia

Ultimo appuntamento con il tartufo bianco il 15 novembre di nuovo a Pisa, a San Miniato, nelle cui frazioni fin da settembre si festeggia la raccolta del profumatissimo tubero e dei porcini con molti eventi e manifestazioni. Il centro storico della cittadina fino all’8 dicembre accoglie la 44° edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, inaugurata per la prima volta nel ’69. 

Gourmet show e laboratori del gusto completano un programma ricchissimo di incontri e iniziative volte a promuovere i prodotti tipici locali. Un motivo in più per scoprire borghi antichi immersi in colline sinuose e splendidi panorami.

44° Mostra Mercato Nazionale Tartufo Bianco di San Miniato

44° Mostra Mercato Nazionale Tartufo Bianco di San Miniato

CALENDARIO EVENTI

11 ottobre/16 novembre: Alba, Cuneo – 84° Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba

11 ottobre/2 novembre: Sant’Angelo in Vado, Pesaro/Urbino – 51° Mostra Nazionale del Tartufo Bianco pregiato delle Marche

25 ottobre/2 novembre: Pisa, – Volterragusto – XVII Mostra del Tartufo Bianco

25 ottobre: Levade, Istria – 21° Tuberfest

31 ottobre/2 novembre: Città di Castello, Perugia – Il Tartufo Bianco, 35° Mostra Mercato Nazionale

1/3 novembre: Isernia – XX Mostra Mercato del tartufo bianco pregiato di San Pietro Avellana

15 novembre/8 dicembre: San Miniato, Pisa – 44° Mostra Mercato Nazionale Tartufo Bianco di San Miniato

STREEAT FOOD TRUCK FESTIVAL – MILANO

18 Set

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C’era una volta l’ultima spiaggia per chi ai concerti, per strada o di notte veniva colto da languori irrefrenabili: il camioncino all’angolo della strada, il famigerato “puzzone”, patria di salamelle, piadine e porchette. Ora la musica è cambiata e anche il cibo stradaiolo guadagna un suo blasone: il food truck è infatti la nuova frontiera per portare on the road la cucina di qualità. Tanto da farne manifestazioni ad hoc e coinvolgere chef blasonati.

E dopo il successo della prima edizione, torna per il secondo appuntamento Streeat Food Truck Festival, iniziativa promossa da Barley Arts (firma storica dei più importanti eventi italiani), dal 26 al 28 settembre al Carroponte di Sesto San Giovanni, Milano.

Minivan, rimorchi, camioncini, carretti e apecar saranno nuovamente protagonisti di un evento di food truck e show cooking ad ingresso gratuito volto a diffondere su ruote la cucina italiana di qualità.

Taste of India, (forse) il miglior ristorante indiano di Roma

6 Lug

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A due passi da Piazza Vittorio, Roma(nia) Caput Mundi, dove i portici torinesi sanno di aglio e peperoncino, c’è il famoso mercato Esquilino, vivace superstite della tradizione romanesca contagiato da odori bengalesi, fruttaroli egiziani e macellai moldavi. Di fronte occhieggia insicuro Taste of India, probabilmente il miglior ristorante indiano della Capitale. Insicuro perché scorrendo le insegne si capisce che il locale vorrebbe essere tutto, gastronomia, bar, ristorante, take away e fors’anche centro massaggi. A un di dentro piuttosto tragico (ma pulito e con cucina a vista) si contrappone un di fuori con tovaglie di carta e sedie color oro immerso nell’enclave multietnica di Roma.

Presupposti non incoraggianti ma cibo eccellente, sicuramente migliore dei ben più titolati concorrenti di piazza Trilussa o via dei Serpenti che, nonostante i salamelecchi, i tappeti e le coppe di rame brunito provocano nel sottoscritto (ma a quanto pare anche in altri), la classica sindrome del Tango postprandiale.

Pani Puri@ Taste of India

Pani Puri@ Taste of India

La sindrome del Tango, precisiamolo, non deriva il suo nome dal ballo argentino, bensì dall’eroico protagonista delle domeniche dei ragazzini anni ’80: il mitico pallone Tango, che dopo una cena da Mother India o simili puntualmente transusta miracolosamente nello stomaco, provocando poi inutili passeggiate aerostatiche e imbarazzanti conversazioni gassose.

Samosa @ Taste of India

Samosa @ Taste of India

Samosa @ Taste of India

Samosa @ Taste of India

Il piccolo, brutto, Taste of India batte i cani di razza con una cucina speziata, sì, ma gustosa e digeribile. A partire dai samosa, proseguendo col pane fritto al burro, le spettacolari polpettine di lenticchie, il chicken tikka e le cotture tandoori.

Curry di manzo @ Taste of India

Curry di manzo @ Taste of India

Prezzi da street food, personale cordiale e solerte, clientela indiana, accettano carte. Chiusura, ovviamente mai.

Curry di gamberi @ Taste of India

Curry di gamberi @ Taste of India

Taste of India

Via Principe Amedeo, 237Roma

Tel: 06.31052726

Sito web: non disponibile

Mezzi pubblici: Metro Linea A, fermata Vittorio Emanuele

nei dintorni: i Giardino di Piazza Vittorio, la Porta Magica, la chiesa di Sant’Eusebio con convento, chiostro e domus sotterranea, il Ninfeo di Alessandro Severo detto Trofei di Mario, il multietnico Mercato Rionale, gioioso e ricchissimo.

 

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