Archivio | 8:17 pm

Intermezzo meneghino…

3 Apr

Prima di tornare a Roma facciamo un salto a Milano. Ci sono più luoghi comuni legati alla ristorazione meneghina che ai misteri della gastronomia cinese e, in parecchi casi, ci sentiamo in dovere di confermarli.

Alcuni dei più famosi: a Milano si mangia il pesce più fresco d’Italia, a Milano ci sono i ristoranti giapponesi migliori, a Milano i ristoranti sono carissimi, la gente esce dagli uffici e cena agli aperitivi, la vera cucina milanese non esiste più, a Milano la gente non pranza… e via di questo passo, in un calembour di squisite cazzate cui è doveroso, per cortesia verso il proprio interlocutore, annuire vigorosamente. Comunque, per esperienza diretta, posso dire che: a Milano mangio spesso del pesce squisito che, altrettanto frequentemente, è più costoso del platino iridio. A Milano quasi tutti i locali offrono l’aperitivo e una buona percentuale delle pietanze servite nei suddetti è a malapena commestibile ma sono comunque fequentatissimi (specialmente dai non milanesi che vogliono integrarsi, i milanesi mangiano il sushi o magari una vecchia e scontata pizza). A milano ci sono ottimi ristoranti giapponesi (dove paghi cifre nipponiche) e mediocri ristoranti “asiatici” dove preparano il sushi e da cui sono sempre uscito vivo grazie al mio stomaco foderato di pelo e acciaio (ma il mio intestino è, aihmé, ben più debole…).

Parleremo  a più riprese dei ristornati meneghini. Inizieremo con quelli che offrono una cucina “locale” (ormai la parola “tipica” mi fa venire solo in mente mia nonna in vacanza in tunisia che guarda un cammello e dice “com’è tipico”, per cui evito…), quindi non solo milanese, ma anche brianzola (la cassoela infatti non nasce a milano), valtellinese, etc. Poi ci sposteremo verso la ricchissima panoplia di ristoranti sardi, pugliesi, indiani, cinesi, messicani etc etc che pacificamente convivono sotto le auree ascelle della Madunina.

PS

Tanto per cominciare una delucidazione: la vera “cotoletta alla milanese” innanzitutto ha probabili origini austriache (la Wiener Schintzel), poi si fa solo ed esclusivamente con la lombata di vitello con osso e si frigge nel burro: polli, tacchini e altri volatili lasciamoli perdere…

Cenare a Roma, Testaccio parte seconda: Piatto Romano Da Augusto

3 Apr

Proseguiamo il nostro excursus gastronomico all’interno del quartiere Testaccio di Roma, poi prometto che cambieremo argomento.

Come già accennato in un precedente post, Testaccio non è un quartiere come tutti gli altri (e ciò non ha necessariamente un’accezione positiva). Per chi come me conosce bene Roma ma non vi è cresciuto, Testaccio potrebbe suggerire somiglianze (e assonanze) con la parte sinistra di Trastevere (quella di via dei Genovesi e piazza dei Ponziani, per intenderci): viuzze, muri antichi, fascinosi e spaccati dall’umidità, osterie. Non è così: Trastevere è comunque la “rive gauche”, colonizzata dagli americani e dal popolo dello spritz e dell’aperitivo, anche nella sua parte meno assaltata. Testaccio unisce la popolanità del mercato rionale e dell’omonimo Roma Club alla puzza sotto il naso del radical chic che viene qui col vespino special e la giacca di velluto per “magna’ i bucatini come li faceva mi nonna”.

Comunque basta divagare e torniamo al cibo. Una sera ci troviamo lì, abbiamo fame ma di andare da Mastro Giorgio non ne avevamo voglia. Mangiare un tagliere all’Oasi della birra, manco per il ca… (di questo luogo ameno parlerò più avanti), Perilli troppo caro, la pizza non ci va… fin quando passiamo davanti a un posto nuovo: Piatto Romano – Da Augusto, in via Bodoni, proprio lì quasi sulla piazza.

Decidiamo di provarlo. Dividerò il giudizio in 4 distinte aree tematiche, in modo che non si condizionino troppo l’un l’altro.

Ambiente (partiamo da questo, perché è la prima cosa che balza all’occhio…): semplice, molto semplice anzi. Pareti gialline e spoglie, soffitti alti e a volta, tavoli in legno, tovaglie e stoviglie da trattoria. Tutto molto ordinato e parrebbe, altrettanto pulito. Certo, alcuni potrebbero storcere un po’ il naso su un particolare: il day after i vostri vestiti non vi restituiranno l’olezzo di viole o gelsomini, bensì il robusto ricordo d’un piatto d’abbacchio…

Servizio (perché prima di cenare si ordina, no?): molto gentile sia la titolare (?) che il cameriere. Rapidi, gentili, colloquiali. Niente da ridire.

Cucina (finalmente): la carta propone principalmente alcuni grandi classici della cucina romana, più qualche divagazione “mediterranea”, come le Alici Arraganate. Noi possiamo esprimere il nostro giudizio sulle seguenti pietanze:

Baccalà su letto di patate e cipolle: buono. Il baccalà era abbastanza delicato. Patate e cipolle erano ok, ma non ci vuole una scienza per cucinarle.

Alici Arraganate: assolutamente buone, ovviamente sono un piatto leggermente particolare, deve piacere sia il sapore delle alici che la marinatura

Polpettine di carne chianina: molto gustose. La scelta delle polpette è derivata dal fatto che sono un piatto antico, che non propone più nessuno perché troppo semplici e casalinghe. Sbagliando. Queste erano buone, morbide e succulente.

Abbacchio alla cacciatora: classico piatto adatto per stomaci di una volta. Molto buono, indubbiamente bene eseguito; porzione abbondante e un gusto che lascia assolutamente soddisfatti. Certo non aspettatevi un  piatto ipocalorico o facilissimo da digerire. Ma ne vale la pena.

Carciofi alla romana: buoni ma, anche qui, molto ricchi di olio e condimenti che li rendono tanto gustosi quanto pesantucci.

Conto: assolutamente adeguato. Poco meno di 30 euro a testa con una bottiglia di pinot grigio e due grappe. Per essere al centro di Roma e per la cucina proposta un prezzo assolutamente onesto.

Potete consigliarlo agli amici, nella speranza che, come purtroppo è accaduto a tanti altri locali, dopo un’apertura in stile promozionale (Piatto Romano esiste da luglio 2011) si sono progressivamente sputtanati, con una gradevole inversione del rapporto qualità\prezzo, ovviamente sempre più volta a privilegiare quest’ultimo. Andateci e speriamo rimanga così.

PS: Piatto Romano è anche una pizzeria. Ci hanno portato una focaccia bianca cotta nel forno a legna per accompagnare gli antipasto. Era molto buona. Ma sulle pizze non ci pronunciamo.

Piatto Romano

Via G. B. Bodoni, 62 – Testaccio, Roma

Tel. 06.64014447

www.piattoromano.com

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