Intermezzo meneghino…

3 Apr

Prima di tornare a Roma facciamo un salto a Milano. Ci sono più luoghi comuni legati alla ristorazione meneghina che ai misteri della gastronomia cinese e, in parecchi casi, ci sentiamo in dovere di confermarli.

Alcuni dei più famosi: a Milano si mangia il pesce più fresco d’Italia, a Milano ci sono i ristoranti giapponesi migliori, a Milano i ristoranti sono carissimi, la gente esce dagli uffici e cena agli aperitivi, la vera cucina milanese non esiste più, a Milano la gente non pranza… e via di questo passo, in un calembour di squisite cazzate cui è doveroso, per cortesia verso il proprio interlocutore, annuire vigorosamente. Comunque, per esperienza diretta, posso dire che: a Milano mangio spesso del pesce squisito che, altrettanto frequentemente, è più costoso del platino iridio. A Milano quasi tutti i locali offrono l’aperitivo e una buona percentuale delle pietanze servite nei suddetti è a malapena commestibile ma sono comunque fequentatissimi (specialmente dai non milanesi che vogliono integrarsi, i milanesi mangiano il sushi o magari una vecchia e scontata pizza). A milano ci sono ottimi ristoranti giapponesi (dove paghi cifre nipponiche) e mediocri ristoranti “asiatici” dove preparano il sushi e da cui sono sempre uscito vivo grazie al mio stomaco foderato di pelo e acciaio (ma il mio intestino è, aihmé, ben più debole…).

Parleremo  a più riprese dei ristornati meneghini. Inizieremo con quelli che offrono una cucina “locale” (ormai la parola “tipica” mi fa venire solo in mente mia nonna in vacanza in tunisia che guarda un cammello e dice “com’è tipico”, per cui evito…), quindi non solo milanese, ma anche brianzola (la cassoela infatti non nasce a milano), valtellinese, etc. Poi ci sposteremo verso la ricchissima panoplia di ristoranti sardi, pugliesi, indiani, cinesi, messicani etc etc che pacificamente convivono sotto le auree ascelle della Madunina.

PS

Tanto per cominciare una delucidazione: la vera “cotoletta alla milanese” innanzitutto ha probabili origini austriache (la Wiener Schintzel), poi si fa solo ed esclusivamente con la lombata di vitello con osso e si frigge nel burro: polli, tacchini e altri volatili lasciamoli perdere…

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