Archivio | novembre, 2012

Roma, l’Archetto II: la cena delle beffe

18 Nov

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Per quanto brulichi di ristoranti, enoteche, locali che non basta una vita per vederli tutti, a Trastevere non si sa mai dove fermarsi e spesso la “sòla” (fregatura, per dirla in romanesco) è dietro l’angolo.

La scelta dev’essere oculata e onde evitare le gastriti da “finger food tresteverino” o di ripiegare sull’etnico, ti imbatti nell‘Archetto II e, nonostante il tuo corpo rattrappisca per diventare invisibile, sei già ghermito dai braccioni avvolgenti del robusto oste. Inutile divincolarsi, sei finito e ti ritrovi in un lampo con il cestino del pane sotto il naso, l’acqua liscia sul tavolo e il tovagliolo sulle gambe.

L’Archetto II non è solo una pizzeria ma anche un ristorante dal menù chilometrico: “alla Puttanesca, alla Bersagliera, alla Nostromo, alla Attilio Regolo, alla Pecorara, alla Burina, alla Zivago, alla Re Faruk, all’Andate Via...”. E anche con le pizze e i secondi non scherzano. Vino sfuso (fetido) dei Castelli o una classica scelta “all italian” con i grandi classici dell’enologia nazionale.

Ma la peculiarità dell’Archetto II non sta nei piatti, ma nel teatro, nell’intrattenimento carnascialesco, dove lo show non lo scegli ma lo subisci e birichino com’è diventa, per i deboli di spirito, un supplizio da balzo sulla panca. 

Non siamo ai livelli de La Parolaccia ma l’ingegnosità del titolare lascia stupefatti: all’Archetto II son discreti, le parolacce non le usano. Colonna sonora a base di stornelli, un po’ sulla falsariga finto caciarona del Meo Patacca, sempre in zona.

Consiglio spassionato: ridere sommessamente, pena il rincaro degli scherzetti.

Insomma del cibo non si può dire molto, si rimane troppo avvinti dallo show, si vedono girare “anticaje e petrella” come il tris d’assaggini, le pennette alla vodka, le scaloppe al marsala e tra i dessert più stuzzicanti le “Fragole alla Porcona” (con tanto di traduzione: Strawberries “Piggy” Way – Strawberries, Ice Cream, Fresh Cream, Wild Berries).

La pizza è buona e il carrello degli antipasti è ricco (seppur con la solita selezione di cicorietta ripassata, zucchine trifolate, cipolline, fagioli e cipolle, alicette, insalata di mare al surimi tutti immersi nell’olietto dell’agro pontino, forse) e l’estate ci sono i tavoli fuori; se spira il ponentino ti si asciuga anche quella goccia di sudore che scende sulla fronte poco prima del conto.

Non proprio low cost: quel che conta è la simpatica accoglienza, l’intrattenimento musicale e il fatto che l’Archetto sia aperto anche in orari proibitivi, un’oasi di divertimento nel cuore di Trastevere sulla bella Piazza di San Cosimato.

Consigliato ai romanisti doc, alle comitive con la battuta pronta e l’ugola allenata, ai turisti desiderosi di folklore capitolino senza spendere le cifre della Parolaccia.

Sconsigliato ai laziali, alle coppie novelle, ai poveri di spirito, ai choosy con gli abitini bianchi, alle cene di lavoro, a chi gli prudano le mani.

Conto sui 35 euro a testa, antipasto, pizza, vino alla carta (Greco di Tufo), amari e caffè

Bambee

L’Archetto II

Via Agostino Bertani, 6
tel. 06.5895236
www.archetto2.com

 

 

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Milano low cost: “Trattoria Riva dal 1922” di via Vespucci.

16 Nov

Alla trattoria Riva (dal 1922, ci tengono) con 15 euro pranzi più che dignitosamente: esordisco così brutalmente per mettere subito in chiaro i punti di forza del locale , cioè la qualità discreta e i prezzi ottimi.

Comunque: siamo nel centro di Milano, a pochi passi da Piazza Principessa Clotilde, in quella commistione tra borghetto di inizio 900 e grattacieli futuribili che è via Amerigo Vespucci. Due salette, tenui colori lilla alle pareti, immancabili quadri “Cinzano” replica, foto ricordo della squadra amatoriale di ciclismo dove milita(va?) il titolare, tovaglia a quadretti. Insomma menù completo.

A proposito di menù: fusilli pomodoro, basilico e ricotta, spaghetti al ragù, polpette, cotoletta, spinaci saltati… Una banalità quasi piacevole che consente a molti di mangiare fuori quello che forse si preparerebbero (o si scongelerebbero…) a casa: chiariamo subito che non ho assaggiato nulla di eccezionale, ma se consideriamo che da Riva un piatto di pasta costa 4 euro (stesso prezzo, al Carrefour affianco, per un doppio sandwich in busta di plastica), si perdonerà allo chef se la cottura non è propriamente quella predicata da Cracco.

Le polpette erano comunque buone e ben cotte, il vino sfuso non malissimo, caffè e grappa: 14 euro a testa. Bene direi.
A.A.A. Riva il fine settimana è chiuso e alla sera apre solo per cene di gruppo da concordare in anticipo, ergo telefonare sempre prima di andare: consigliatissimo per un pranzo veloce (il servizio è rapidissimo) con i colleghi o da soli, magari evitando la solita triste insalata col mais e la feta…

Qualità/prezzo: 8

Servizio: 7.5

Cucina: 6.5

Ambiente: 7

Trattoria Riva

Via Amerigo Vespucci 7
20124 Milano
Quartiere: MoscovaTel: 02 6554531

Bergamo: ristoranti low cost. Osteria “Pane e Vino”

11 Nov

 

Assunto: la ricerca del “low cost” enogastronomico è diventata una sfida necessaria. Bergamo (di sotto), via San Bernardino: “Pane e Vino” è una vera osteria. Non tanto per i tavolacci segnati o l’oggettistica rurale sparsa per gli ambienti, ma per il vino scaraffato a sei euro al litro, le ricette semplici e i prezzi da osteria, con tanto di menù a prezzo fisso anche la sera. Orrore!? Affatto.

Due piatti, un quarto di vino e caffé a 15 euro, roba che da Burger King spendi di più. E questi prezzi popolareschi non comportano né una qualità dozzinale, né un servizio grossolano, né tantomeno mezze porzioni. Spendere 30 euro per la stessa cena a Milano sarebbe la norma.

Crostini col lardo offerti dalla casa, caramelle allo speck (non fatte in casa ma dignitose), coniglio alla cacciatora rosolato col vino rosso, tenero e cotto alla perfezione accompagnato da patate al forno che avevano il pregio di non essere state scaldate 6 volte negli ultimi 7 giorni. Con la stessa cifra in un pub ceni con un panino e due pinte.

In alternativa Pane e Vino propone il menù alla carta che viene servito in una saletta attigua, apparecchiata con maggiore ricchezza: piatti più elaborati e prezzi leggermente più alti. I risotti sembravano invitanti, idem la tagliata.

Una formula che dovrebbe essere ricalcata da tanti altri ristoratori e che auguro porti buoni frutti al cortese chef e titolare. Da provare, soprattutto se viaggiate sulla Milano Venezia e volete sfuggire a un bel “Camogli” consumato in piedi all’area di servizio Brembo Sud.

Riassumendo:

Ambiente: 6.5

Cucina: 6.5

Servizio: 7

Qualità\prezzo: 8

Osteria Pane e Vino

Via San Bernardino, 51,
24122, Bergamo
tel: 035 247419
Malice's Craftland

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