Archivio | dicembre, 2012

Parma low cost: il “Battibecco”, anolini e lambrusco di periferia

29 Dic
img: tripadvisor.it

img: tripadvisor.it

Il Battibecco, in via Lanfranco, è un locale piuttosto anomalo nella tanto celebrata (ormai purtroppo a sproposito) tradizione culinaria parmigiana: lontano dal centro storico, quasi ghettizzato in una poco piacevole strada di un ex quartiere artigianale, propone i classici senza essere integralista e, soprattutto, a prezzi che normalmente si trovano solo in provincia.

Negli anni ’90 era un noto locale, il “Tube”, ora, dove prima viaggiavano i piatti dei Dj, si posano piatti di anolini in brodo (ottimi), tortelli e polpette di cavallo, oltre alla specialità della casa, la tagliata con patate. Ambiente particolare: tanto anonimo l’esterno quanto caloroso l’interno, disseminato di Giuseppe Verdi, tovaglie a quadri, tavolacci, poltronacce, sediacce e parolacce. L’ampiezza della sala principale lo rende particolarmente adatto a nutrite “sedute” con amici che quando poi gli animi son riscaldati dal brodo e dal vino, si sa che la conversazione s’accende e la coppietta romantica nell’angolo rischia di venir sommersa dalle risate.

Servizio puntuale e volenteroso, vista la moltitudine affamata del week end: talvolta si aspetta un pochino ma non si viene mai abbandonati. La cucina è generosamente sopra la media del centro, specialmente visto il rapporto qualità prezzo: ma attenzione ai facili entusiasmi, nulla è gratis (a buon intenditor: antipasto, primo, secondo, dolce, caffé… non costano 25 euro). Continua a leggere

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Milano: pausa pranzo low cost a Porta Venezia. Kashmir indian restaurant

24 Dic
foto "survivemilano.it"

foto “survivemilano.it”

 

Milano, Porta Venezia. Discrimine tra la nobiltà del’omonimo corso che porta in San Babila e l’Italia multietnica di Buenos Aires, dove negozi di telefonia si susseguono tra un bar, un “Mc” e un “intimissimi” senza posa fino a Loreto. Terra di confine, culinariamente arida: il Kashmir, striminzito locale indiano a metà strada tra il take away e il ristorante, può essere un’ottima e vantaggiosa alternativa all’orrore di spizzico.

Quattro tavoli, niente tovaglie (nemmeno di carta), tavoli in condivisone, birra Cobra e aroma di curry. Cucina a vista e clientela molto variegata: giovani viaggiatori e anziani single meneghini convivono armoniosamente, specialmente d’estate quando i tavoli all’esterno sono praticabili e lo spazio vitale rende gli umori più malleabili.

Niente di più: veloce, silenzioso e molto economico. Con dieci, massimo quindi euro si pranza più che dignitosamente, magari con samosa (di carne o vegs) molto leggeri, cheese naan (pane al formaggio), un pollo tandoory e riso pulao. Ottimi gli spinaci al formaggio, non male l’agnello, buoni ma leggermente unti i pakora.

Da evitare accuratamente in caso di importanti meeting pomeridiani o dopo aver appena donato due ore al proprio parrucchiere di fiducia. Sconsigliato alle coppie al primo appuntamento. Consigliato agli appassionati della cucina indiana e a coloro che vogliono concedersi una pausa degna di questo nome, evitando il classico “cotto e fontina” consumato appoggiato al bancone di un bar. Ci ho portato svariati amici negli ultimi mesi: quasi tutti mi rivolgono tuttora la parola. Inoltre è sempre aperto.

Ambiente: 5

Cucina: 8

Servizio: 6

Qualità\prezzo: 8
Kashmir Take Away
Via Lazzaro Spallanzani 6
Milano
02 20404734 
Giorno di chiusura: mai

ROMA, PIZZERIA ER PANONTO – una pizza tra Pasolini, Nanni Moretti e C’eravamo tanto amati

14 Dic

A passeggio per la Garbatella ti puoi perdere tra le “casette modello” del ’29, i palazzetti in stile “barocchetto” e l’edilizia del Ventennio che al calar della notte assumono sembianze più che suggestive.

Incuneata tra il nuovo polo eno-gastronomico dell’Air Terminal e il fracasso di Via Ostiense e Testaccio, la “Garbante” (così viene chiamata a Roma) è un ex contrada agreste fagocitata dal centro della città e che, come il limitrofo Testaccio, ha mantenuto quasi intatto il gusto del quartiere dignitosamente popolare.

Nel cuore pulsante del rione quasi davanti allo storico Teatro Palladium su Piazza San Bartolomeo Romano, c’è la gettonatissima pizzeria Er Panonto ossia il Pane Unto o meglio la bruschetta. Da oltre trent’anni Er Panonto non conosce tramonto ed accoglie fino a tarda ora una clientela eterogenea che va dalle famiglie di quartiere al popolo della “movida” diretto a Ostiense o Testaccio.

Dal forno a legna escono a gran ritmo le tonde alla romana, pizze sottili e dal bordo croccante (ottima quella con la mozzarella di bufala): i camerieri sono svelti e, di tanto in tanto, si concedono alla battuta gioviale in un clima caciarone quanto basta.

Oltre all’irrinunciabile bruschetta, dorata e fragrante, per gli antipasti il buffet è generoso e propone un’ampia gamma dei grandi classici: alici, insalata di mare, cozze gratinate, mozzarelline, frittata “erta” (cioè alta), cicoria ripassata, carciofi, peperoni sott’olio, frittura vegetale e via dicendo. Come alternativa alla pizza da menù ci siamo fatti portare una focaccia al rosmarino che abbiamo personalizzato con verdure cotte scelte dal buffet, molto gustosa e croccante.

I dolci sono tra i più classici e si va dal sorbetto al limone alla panna cotta ma l’impressione è che non siano propriamente artigianali.

La scelta dei vini non è entusiasmante ma i quartini della casa si lasciano bere senza tante pretese. Come alternativa la birra alla spina.

Vivacizzato da qualche affresco alle pareti, l’ambiente è molto semplice ma curato al punto giusto.

In estate Er Panonto cala l’Asso con il giardino pergolato che lo fa sembrare una fraschetta, sempre affollato e con lunga lista d’attesa. Il personale è sempre disponibile a trovare un posto anche all’ultimo momento ma è bene prenotare soprattutto d’estate e nei weekend. Non pensiate però di passarci la nottata, il servizio è piuttosto veloce e visto il notevole turn over non è mai gradita l’eccessiva permanenza.

Consigliato a tutti, famiglie e coppie, ci si trovano bene anche ingegneri incravattati e professoresse “Rottermeier”: ottimo per una cena veloce prima del cinema, del teatro o prima di andare a ballare.

Sconsigliato a chi piace passare la serata cincischiando e chiacchierando in un unico posto, a chi cerca intimità, a chi esige un servizio da galateo.

Prezzi: sui 20 euro a persona

Ambiente: 6.5

Cucina: 6.5

Servizio: 6.5

Qualità\prezzo: 7

Pizzeria Er Panonto

Via Enrico Cravero, 8 – Garbatella – Roma

Telefono: 06.5135022

Bambee

 

Neve a fiocchi…

14 Dic

Originario del Nord Europa il vin brulé (conditum viatorium) ha origini molto antiche e serviva a scaldare i viandanti. Per il suo gusto speziato è una bevanda particolarmente gustosa che si è presto diffusa anche da noi. Unisce le virtù preziose del vino rosso all’aroma del limone e della cannella che aggiungono benefiche proprietà antisettiche. Di facile esecuzione, calda e corroborante, è assolutamente adatta a giornate nevose come questa!

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INGREDIENTI VIN BRULE’

1 bicchiere a testa di vino rosso corposo

3 chiodi di garofano (secondo gusto)

scorza di limone non trattato

stecca di cannella

2 cucchiai di zucchero a testa

Versare il vino in un pentolino e aggiungere gli ingredienti, portare a ebollizione per almeno 5 minuti. Fiammeggiare e servire caldo in bicchiere di vetro con qualche scorza di limone e chiodi di garofano.

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Roma, Trastevere low cost: pizzeria “Dar Poeta”

9 Dic

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Trastevere è una delle trappole per turisti meglio congegnate:  travestita di studiata negligenza, l’anima trasteverina emana il fascino della popolanità ottocententesca cantata dal Belli, Er Poeta de Trastevere, cui quasi tutte le attività commerciali del rione tributano onore, anche solo con un suo aforisma scritto a penna sulla porta del cesso. Trastevere purtroppo è anche uno dei quartieri di Roma dove è impossibile mangiare decentemente, sopprattutto a cifre umane: Dar Poeta, in vicolo del Bologna, può essere una buona soluzione sia per un pranzo veloce che per una cena con gli amici.

Sono entrato senza troppa fiducia trascinato da amici romani: non hanno sbagliato. Dar Poeta propone sicuramente una pizza di ottima qualità, ne romana (bassa e croccante) ne napoletana (alta e soffice): una mezza via che ha il grande pregio di essere molto digeribile e preparata con ingredienti di qualità, come ad esempio vera mozzarella. La carta delle pizze è vasta e forse alcune potevano anche essere evitate (come la “matriciana”, con tanto di guanciale e pecorino): consiglio una classica bufala, con basilico fresco e mozzarella tagliata spessa e posta sulla pizza a fine cottura.

Oltre alle pizze non c’è molto altro, ma non è detto che sia un male: meglio concentrarsi su una cosa, piuttosto di quelle troppe pizzerie insensate che propongono menù sconfinati e tutti da scongelare… Il vino c’è, ma forse è meglio bersi la classica birra.

 

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Il servizio è rapido e cortese, l’ambiente non colpisce certo ne per la singolarità degli arredi ne per peculiarità architettoniche, anzi, visto il palazzo in cui è posizionato forse si sarebbe potuto mettere una maggior cura negli interni. Ma come dicevamo all’inizio la negligenza fa parte del fascino trasteverino, per cui va bene così.

Un consiglio: prenotate in anticipo e chiedete un tavolo al piano terra, il seminterrato è tragicamente angusto.

Qualità/prezzo: 7.5

Servizio: 7

Cucina: 7.5

Ambiente: 6

Dar Poeta
Vicolo del bologna 45 
00153 Roma
Tel. 06-58.80.516
www.darpoeta.com

Milano, ristorante indiano Rajput, da 30 anni “tipicamente” meneghino.

1 Dic

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Raccolto ma non claustrofobico, il ristorante indiano Rajput si trova nel centro di Milano a due passi da Piazzale Lavater ma sufficientemente distante dal carnaio di corso Buenos Aires, la cui influenza si fa però tristemente sentire alla settima bestemmia per il parcheggio. Atmosfera intima di luci timide e candele, toni caldi nelle drapperie colorate, divinità nelle nicchie, musica pop indiana forse un pò ingombrante. L’abbiamo provato di sabato alle 21.00, per testarlo al colmo dell’affollamento: siamo comunque stati trattati con cura e attenzione dal sempre impeccabile gestore (durante un naufragio sarebbe l’unico a pettinarsi prima di gettarsi in mare).

La proposta di Rajput è ricca e varia dai grandi classici della cucina indiana nel mondo (curry, tikka, tandoori) che possono accontentare tutti, ma includendo tra i menu piatti speciali della tradizione del Nord, come il Dhansak di agnello o il Jalfrezi (particolare tipo di curry) di pollo.

Per avere una panoramica rappresentativa del locale ci siamo orientati sui menù degustazione, scegliendo sia carne sia pesce.

rajput_curry verdure

Gli antipasti erano composti da Samosa, Pakora e Papad e differivano per la presenza da una parte di Onion Bhaji e dall’altra di Prawn Pakora. In ambedue i casi i fritti erano croccanti e asciutti, saporiti al punto giusto e anche le salse d’accompagnamento non sembravano risalire ai tempi di Nehru (come spesso accade).

Accompagnato dall’immancabile e fragrante Cheese Naan caldo e riso Basmati al vapore, il passaggio successivo prevedeva, nel menù di carne, il Chicken Tandoori, gustoso ma non pesante, e in quello di pesce il Fish Curry che ci è sembrato un po’ più ricco dal momento che probabilmente era stato prima fritto e poi cotto nel curry di verdure. Al posto dei dolci siamo passati direttamente agli amari per chiudere una cena gradevole, senza fronzoli e particolari intoppi, nonostante come già detto fosse giornata particolarmente intensa.

I ristoranti indiani mantengono un posizionamento non proprio economico ma la scelta del menù completo può essere un buon modo per contenere i costi e il Rajput si colloca, almeno per Milano, in una fascia intermedia (comunque dai 30 in su per una cena completa e attenzione al vino…)

Bambee

Rajput

Via Antonio Stoppani, 10

20129 Milano
02 29530274

Giorno di chiusura: MAI

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