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Vera Milano oppure no? Antica Hostaria della Lanterna, in via Mercalli

13 Mag

 

Partiamo da un paradosso. Cercate “Hostaria della Lanterna” su web e i vari tripadvisors, 2spaghi etc vomiteranno decine di commenti entusiastici di questo tenore: “La vera Milano”, “I piatti della tradizione milanese cucinati come dalla nonna”, “un tuffo nel passato”.

Conoscendo molto bene il suddetto locale ed essendoci legato anche affettivamente mi sono quindi chiesto: ma la gente sa quali sono i piatti della cucina milanese? A quanto pare no, perché all’Hostaria della Lanterna si mangia bene, è vero, come dalla nonna, nel bene e nel male, ma mancano assolutamente gli ingredienti di base della cucina milanese.
Niente risotti, niente ossibuchi, ne verze, ne tantomeno nervetti o cotolette, nemmeno un accenno di lesso o un’ombra di cassoeula…
Buono il prosciutto (di Sauris, ergo friulano) tagliato a mano
Ottimi gli gnocchi fatti in casa con speck (altoatesino) e zafferano
Sempre piacevolissimi i maccheroni alla “disperata” con pomodoro, prosciutto e peperoncino: ricetta gustosa e inventata dalla Sciura, ma che di milanese non ha nemmeno il nome.

Strepitosa la pasta fatta in casa con il sugo di melanzane (se non sbaglio tipico ortaggio che cresce spontaneo sull’erbose rive del naviglio pavese…)

Sui secondi siamo più vicini alla tradizione, ma si tratta di piatti genericamente nordici, quali il brasato con la polenta, o d’estate il vitello con salsa tonnata, che invece è una ricetta preparata da bolzano ad acireale.

Quindi, perché tal “Clarian 64” mi deve scrivere entusiasta su tripadvisor “Un angolo di vera Milano!”??

Invito tutti a una riflessione: l’ambiente informale e old school, con i fiaschi di rosso, il menù letto a voce e in dialetto e il conto (peraltro adeguato agli standard cittadini) scritto a penna sulla tovaglia di carta, non devono obnubilare il palato e portare all’illusione di essere nell’ultimo tempio della gastronomia meneghina. L’unico pezzo veramente milanese è la proprietaria, sempre gentile e piuttosto folkloristica e che, bene sottolinearlo, non spaccia assolutamente la sua cucina per tradizionale.

Comunque, se non ci siete mai stati provate questa osteria: mangerete bene, berrete male, vi sembrerà di essere tornati negli anni ’70 e questo vi costerà 5 euro in più a testa di quello che dovrebbe essere il giusto prezzo. E ricordatevi di prenotare: Milano è colma di estimatori della vera cucina meneghina….

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Parma. Alla ricerca dell’anolino perfetto: l’Osteria del Gesso

20 Apr

Lo so, nel titolo c’è già una contraddizione di fondo. Discutere sull’anolino perfetto è come discutere della natura del Cristo e cercare di quantificare in che percentuale fosse divino e in quale fosse umano… Insomma difficile trovare una risposta univoca e scientificamente comprovata.

Per cui accontentiamoci di indagare empiricamente per  indicarne alcuni dei migliori, una sorta di Oligarchia del Cappelletto che possa governare sovrana e imporre lezioni di gusto ai tanti mediocri che trascinano verso il fondo l’altissima reputazione della cucina parmigiana.

Numero 1: Osteria del Gesso a Parma.

Date le spalle alla statua di Garibaldi che campeggia in piazza, attraversatela, percorrete via Farini per circa 100 metri e girate alla terza viuzza a sinistra: via Maestri.
Da qui poche decine di metri ancora e sulla destra troverete l’Osteria del Gesso, uno dei pochissimi locali (e qui so che aprirò un dibattito notevole) del centro di Parma dove tuttora si mangia veramente bene la cucina parmigiana (e non solo). Penso che in molti possano concordare che buona parte dei locali storici si sia ampiamente svenduta al piattume gastronomico e alla banalità più esasperante, per paura che le ricette di un tempo scontentino i fini palati del popolo dell’happy hour, senza peraltro dimenticare di alzare i prezzi.
Detto ciò: salumi. Imprescindibili e immancabili. Eccellenti. La ricerca viene fatta solo da piccoli produttori del parmense: il salame come il culatello o il prosciutto sono sempre caratterizzati da stagionatura perfetta e da quell’armonia di sapori che contraddistingue i veri salumi del territorio, mai troppo salati ne speziati ne freschi.

Altrimenti tra gli antipasti abbiamo altre interessanti proposte che esulano dalla tradizione, ma che per questo non son certo da sottovalutare, come la Mousse di parmigiano in nuvola di pere e salsa al Porto rosso  (molto delicata) o il Fois-gras d’oca in terrina con crostino di pan brioches e composta di frutta che ha assolutamente un suo perché.

Ma veniamo al dunque, perché tutte le volte che entro al Gesso per 5 minuti sono sempre costretto a fare violenza su me stesso: bis di tortelli o cappelletti in brodo? Che sarebbe un po’ come chiedere a un padre di scegliere il migliore tra i suoi due figli o a un calciatore se vuole la velina bionda o la mora…

In generale tutti i primi sono ottimi e non è il caso di elencarli in questa sede dal momento che cambiano piuttosto spesso; ma la raffinata eccellenza del cappelletto spesso mi va a scalzare (specialmente in stagione invernale) la materica piacevolezza dei tortelli. Se questi ultimi sono ottimi ma hanno concorrenti illustri, vedi il già celebrato Voltone, sul cappelletto è doveroso riconoscere una maestria rara e antica.

Unico difetto: spesso una porzione non è sufficiente ad appagare gli stomaci robusti del sottoscritto e dei suoi affezionati…

Sui secondi sbizzarritevi pure: straccetti di cavallo, sella di maialino al forno, una tagliata veramente notevole… non c’è nulla che possa lasciare perplessi mentre parecchi piatti vi lasceranno soddisfatti.

Raramente posso permettermi di buttarmi anche su un dessert senza rischiare il ricovero, ma anche in questo settore non rimarrete delusi, sia che ordiniate una semplice sbrisolona o uno degli squisiti dolci al cucchiaio.

La cantina è assolutamente ricca di proposte di livello, come anche di vini del territorio qualitativamente buoni (come il lambrusco Torcularia o il Nebbia e Sabbia) ma e che possono contribuire a mantenere il conto su cifre entro i 40 euro. Ovviamente se ci si lascia tentare da vini importanti, come da una degli ottimi cognac o grappe barricate che occhieggiano dal mobile bar, il conto è destinato a salire.

Per il resto, l’indispensabile: due salette, di cui una a volta nel seminterrato, servizio cordiale a conduzione familiare, ambiente carino. Se andate durante il week end meglio prenotare.

Ho deciso, questa sera anolini.

www.osteriadelgesso.it

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