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Milano, via Paolo Sarpi ristorante cinese “China Long”. La sfida dei draghi…

6 Gen

Milano via Paolo Sarpi 42: China Long, solo un civico più in là dagli acerrimi nemici di Long Chan (“long” in cinese vuol dire drago e quindi se la batte con i nostri “gallo d’oro” “angiol’ d’oro” “leon d’oro” etc etc). Divisi da un muro ma uniti dal contendersi la palma del miglior ristorante di Chinatown.

C’era una volta China Long… Purtroppo, dobbiamo aggiornare il vecchio post e comunicare, con grande senso di scoramento, che da alcuni  mesi China Long ha cambiato gestione e la situazione descritta poi di seguito è radicalmente cambiata. Ahimè, non rimane più nulla di quello che ci aveva deliziato nel corso della nostra frequentazione con la mitica “Ramo d’Argento”. Il menù si è goffamente spento in un’insipida banalità: il solito riso, i soliti ravioli e si sono pure riaffacciati i soliti involtini primavera accompagnati dal solito pollo alle mandorle. Peccato davvero. Ma aspettiamo con caparbietà che Yinzhi si faccia viva e dunque di poter nuovamente trovare i sapori a cui ci aveva abituato.

Questo si diceva del precedente China Long…

Difficile, almeno per il mio palato, stabilire un vincitore, ma ultimamente China Long sta guadagnando posizioni: innanzitutto la titolare “Ramo d’Argento” (pare che Anna suonasse troppo banale…) è molto più cordiale dei suoi vicini, che sembrano usciti da un film sulla mafia di Hong Kong. Inoltre, andando con perizia e pazienza a tuffarsi nella vetrina dei vini si riescono a trovare cimeli dimenticati tra un “Mateus” e un “Lancers”, tipo qualche boccia di Hofstatter che viene comunque venduta a prezzi molto vantaggiosi.

china-long_spaghetti-tirati-a-mano

China Long, spaghetti tirati a mano

Dopo alcune scorribande di sondaggio dove mi ero attenuto a civilissimi piatti italo\cinesi (pollo fritto, maiale piccante, spaghetti di soia…) mi sono lasciato tentare da Ramo d’Argento e ho iniziato a far decidere a lei i miei menù. Ho vinto. Trippe di vitello piccanti (molto) e zampe di gallina fritte come antipasto, deliziosi spaghetti di riso fatti a mano (spessi e porosi) con verdure, accompagnati da pollo in brodo di porri e cipollotti. Ora sono pronto per essere iniziato a qualcosa di maggiormente “hard core”, con evidente approvazione della mia maestra.

China Long, manzo freddo

China Long, manzo freddo

Ambiente e servizio sono un contorno: il locale non è ne bello ne brutto, è essenziale; le cameriere conoscono dalle 6 alle 12 parole di italiano (vino, spaghetti, pollo, billa cinese, liso con gambeli e poco altro) e sorridono sempre, anche se rimproverate per averti portato il piatto sbagliato (sconsiglio di farlo). Il resto della clientela è in prevalenza cinese, gli altri sono per lo più hipster, studenti intossicati dagli involtini primavera, coppie di turisti anglosassoni che ti chiedono sconvolte “se questo è il centro”. Per una cena abbondante con vino siamo sui 20 euro a testa.

Sconsiglio di andarci per mangiare le solite cose, tanto sono le stesse (surgelate) che si mangiano negli altri ristoranti, a quel punto vi conviene acquistarle in una delle tante botteghe e di cucinarle direttamente a casa vostra (specialmente se i vostri vicini vi stanno sul culo).

Ambiente: 6

Cucina: 8

Servizio: 6

Qualità prezzo: 7.5

Ristorante Cinese China Long
Via Paolo Sarpi 42, 20154
Milano
Tel:  +39 02.87072866 
Chiusura: mai (ovviamente)

Trattoria cinese Long Chan, Milano via Paolo Sarpi

23 Ott

Inutile farla lunga. Anche i più reazionari, sciovinisti e conservatori devono cedere alla realtà: i ristoranti etnici fanno parte del panorama gastronomico italiano dell’ultimo ventennio e i cinesi, essendo arrivati per primi, hanno fin da subito conquistato una grossa fetta di mercato, oltre gli immancabili (e talvolta giustificati) pregiudizi riguardanti l’igiene e la provenienza degli ingredienti.

Detto ciò, se non puoi ucciderli fatteli amici. Vi abbiamo parlato di The Corner e del decaduto Ju Bin: oggi ci spostiamo poche decine di metri più in giù, nel cuore di via Paolo Sarpi, la Chinatown italiana, dove tutto si acquista, ad ogni ora, ogni giorno dell’anno.

Al numero 42 troviamo Long Chan, una trattoria ne bella ne brutta: alcuni tavoli fuori, dentro il classico odore di fritto, soia, zenzero e birra. Il menù (spesso come le pagine gialle di Roma da A a L) è diviso in due “piatti cinesi tradizionali” e “cucina cinese italiana”. Così non ci sono dubbi e chiunque è in grado di comprendere che il riso alla cantonese non fa parte della cucina tradizionale cinese, al pari degli involtini primavera e delle nuvole di drago. Se vi piacciono ordinatele pure. Sfogliarlo tutto richiederebbe comunque un pomeriggio, per cui vi consiglio di fare come me e ordinare numeri a caso, per la gioia della piccola cameriera che così si evita finte spiegazioni “come sono le zampe di fenice?” “buone” “ah… perfetto grazie”.

Se siete dei duri potete lanciarvi sulla Zuppa di lingue di anatra, oppure sulle teste di pesce o i piedi di maiale. Io ho preferito lanciarmi su scelte meno hard core e ho ordinato un ottimo manzo ai 5 sapori che altro non è che il classico manzo lesso tagliato sottile e servito con salse: penso sarebbe piaciuto anche a mia nonna, per cui promosso.

Molto buono il maiale con verdure, le polpette fritte di granchio e il granchio con zenzero e cipollotti: in generale ho visto i miei commensali soddisfatti anche perchè da Long Chan non lesinano sulle porzioni e il conto è, se si rimane sul menù cinese, molto basso. Parliamo di 4 euro circa per un piatto, quindi con 20 euro pro capita si organizza un pranzo domenicale di quelli duri. Inoltre permette a ognuno di noi di sfogare per un’ora il proprio desiderio di esotismo e di sentirsi mooolto internazionali, il che è sempre buono per l’autostima.

Posso assolutamente metterlo tra i migliori cinque cinesi di Milano, al pari dei loro vicini, di cui parleremo a breve. Il personale è discretamente cortese, sulla questione della qualità delle materie prime non mi pronuncio, al momento sono ancora qui.

 

Long Chan

Via Paolo Sarpi, angolo Via Aleardo Aleardi 
20154 Milano, 
+39 023311098 

Foto: Rosella Verdiglione via web.stagram.com

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